Come Registrare Contratto di Comodato

In questa guida spieghiamo come registrare un contratto di comodato.

La registrazione di un contratto di comodato d’uso gratuito di un immobile può essere effettuata presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Al momento della presentazione della richiesta di registrazione dell’atto da parte del contribuente, l’ufficio restituisce copia timbrata e firmata degli atti registrati.

Per un esempio di contratto è possibile vedere questo fac simile di contratto.
Per la registrazione di un contratto di comodato di un immobile sono previsti i seguenti passaggi.

Produrre due copie, con firma in originale, dell’atto da registrare.

Compilare il modello 69, relativo alla richiesta di registrazione.
tale modello è disponibile presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate ed è possibile la compilazione direttamente presso gli l’ufficio stesso.
Attenzione, sul modello 69 bisogna indicare anche i dati catastali dell’immobile oggetto del contratto.

Procurarsi due marche da bollo, ciascuna da € 14,62 da applicare sulle copie degli atti da registrare.

Effettuare il versamento, tramite modello F23, dell’imposta di registro, pari ad € 168,00. il codice tributo da indicare è 109T.

Portare all’Agenzia delle Entrate le copie degli atti da registrare, le fotocopie delle carte d’identità del comodante e del comodatorio , le marche da bollo, il modello 69 compilato e la copia del modello F23 attestante il versamento dell’imposta di registro.

Come Diventare un Padroncino

Diventare un padroncino è un lavoro redditizio e piuttosto in crescita. Infatti, nel nostro Paese la stragrande maggioranza del movimento merci avviene utilizzando furgoni o tir, quindi “su gomma”.

Col termine “padroncino” si indica la categoria di autotrasportatori che effettuano il trasporto per conto terzi. Il numero di richieste di padroncini è in aumento, vista la necessità costante di spostare beni di prima necessità, corrispondenza e via dicendo.

Il padroncino può dedicarsi ai trasporti nazionali o internazionali e una volta affermatosi può pensare di intraprendere un’attività imprenditoriale costituendo un’azienda di trasporti.

Per diventare padroncino si può lavorare o con imprese che producono beni oppure passando attraverso le grandi catene di trasporto. Un padroncino deve essere in grado di rispettare i giorni e gli orari di consegna e deve mettere in conto di avere un orario di lavoro flessibile; in alcuni casi si può arrivare a lavorare anche per più di otto ore.

Per diventare padroncino è necessario avere dei requisiti imprescindibili come essere in possesso della patente C ed avere l’attestato di capacità professionale, il CQC e l’iscrizione all’albo degli autotrasportatori. Queste pratiche richiedono un certo impegno economico e di tempo.

Inoltre, per diventare un padroncino bisogna possedere l’autorizzazione che si può acquistare; anche in questo caso bisogna tenere in considerazione i costi per le spese d’agenzia e quelle per il pagamento della parcella del notaio. In alternativa, si può ricorrere all’accesso gratis con un parco di ottanta tonnellate di massa. Uno delle difficoltà dell’intraprendere questo lavoro è riuscire a conseguire l’idoneità professionale; questo esame è piuttosto complicato e comprende numerose materie tecniche.

Per diventare un padroncino è fondamentale acquistare il mezzo o i mezzi; ciò significa che bisogna fare un investimento iniziale. Per farlo si può ricorrere ad un prestito presso un istituto bancario oppure ad un acquisto a rate.

Un padroncino deve essere in possesso di alcuni requisiti fondamentali come la capacità finanziaria, cioè bisogna dimostrare di avere un rendita pari a cinquantamila euro; per affermare questo, è necessario richiedere una visura catastale. Al posto della visura catastale si può attestare la propria capacità finanziaria con delle fatture che dimostrino che si sono comprati dei mezzi il cui costo è pari a cinquantamila euro.

Per diventare padroncino bisogna dimostrare l’onorabilità, cioè bisogna compilare una dichiarazione personale, è compito poi della provincia provvedere alle opportune verifiche. E’ anche necessario avere l’attestato che autorizzi a fare trasporto merci per conto terzi e in particolare per carichi non superiori ai 115 quintali.

Infine, per diventare un padroncino bisogna ottenere un’idoneità, chiamata capacità professionale. Questo titolo si ottiene dopo aver sostenuto e superato un test scritto; prima di accedere all’esame di idoneità, i candidati devono seguire un corso di formazione basato su svariate materie, compreso il diritto. Dopo aver superato questi passi, l’aspirante padroncino deve fare la richiesta per poter ottenere l’iscrizione all’albo degli autotrasportatori. Per rispettare la legge, un padroncino deve aprire una partita IVA e deve iscriversi al registro delle imprese, inoltre, se ha dei dipendenti deve provvedere alla regolarizzazione delle loro posizione presso l’Inps. Per risolvere le questioni burocratiche e tenere la contabilità si può ricorrere ad un commercialista.

Lavorare come padroncino, significa anche dover andare incontro alla concorrenze di numerose piccole ditte sia italiane che straniere che sono spesso impegnate sul nostro territorio.

Un padroncino può decidere di lavorare per conto delle amministrazioni pubbliche, trasportando corrispondenza ed altre merci, per farlo l’unica via è partecipare alle gare ed aggiudicarsele. Lavorare con la pubblica amministrazione è una sicurezza, per quanto riguarda i pagamenti.

Per diventare un buon padroncino è necessario avere una solida esperienza e farsi conoscere per le doti di puntualità e cortesia.

Risulta essere necessario puntare sulla pubblicità, creando un sito web che contenga tutte le informazioni necessarie, compresi i contatti e le città nelle quali si opera. Per distinguersi, è opportuno pensare ad un logo che rappresenti la propria impresa e che deve essere riportato anche sui bigliettini da visita.

Per diventare padroncino, se si vuole iniziare in sordina è possibile diventare soci oppure subentrare in imprese già avviate e che possono contare su un giro d’affari solido. Per svolgere questo lavoro è di fondamentale importanza la voglia di imparare e di darsi da fare.

Come Diventare un Trader

Intraprendere la carriera di trader, è una vera sfida; si tratta, infatti, di un lavoro nel quale è necessario essere perfettamente preparati e pronti a fare la gavetta.

Per riuscire a diventare un buon trader, bisogna avere voglia di imparare e di fare esperienza nel campo; per alcuni imparare è più semplice mentre altri hanno bisogno di più tempo per afferrare le nozioni base della borsa e della finanza. Questo professionista può lavorare anche esclusivamente tramite il pc, sfruttando internet; in questo caso si parla di trader on line. Anche per sfondare nel mondo dei trader on line è necessario avere una solida esperienza e delle nozioni di base, perché il mercato è diventato molto più esigente e più ricco di proposte. Si tratta di un settore in continua crescita, dove si moltiplicano i prodotti e le possibilità di lavoro. Quindi intraprendere questa carriera può essere una buona opportunità di guadagno. Si tratta di un lavoro dove è necessaria sia la prudenza che la voglia di ricominciare e di imparare cose nuove. Per diventare un trader non è obbligatorio aver conseguito un diploma di laurea, però è necessario avere una buona formazione finanziaria, il che significa avere competenze di economia, conoscere i mercati e i prodotti. Un bravo trader, con l’esperienza riesce a percepire lo stato della borsa e ad agire di conseguenza. Per diventare trader bisogna confrontarsi con altri professionisti ed informarsi costantemente sulle novità e sui titoli. Molto importante è riuscire a percepire eventuali variazioni dei mercati che possono influire sui titoli trattati.

Soprattutto agli inizi, la professione di trader può essere un secondo lavoro; in questo modo si può continuare a svolgere la propria professione e nel tempo libero ci si può dedicare ad approfondire la conoscenza dei mercati e della finanza. Solo quando si è riusciti ad accumulare una certa esperienza e ci si sente più ferrati, si può decidere di intraprendere solo questa carriera. Sono molto frequenti i trader che svolgono due lavori. Per diventare trader si può partire con un investimento minimo e poi col tempo si può incrementare; così aumentano anche i guadagni. Le prime volte è meglio puntare su un’azione che non impegni troppo denaro oppure è possibile studiare un’azione cercando di capire in che modo si evolve e quali possono essere i reali margini di guadagno.

Per diventare un trader si deve fare tesoro dell’esperienza altrui; questo è possibile studiando le valutazioni eseguite sui titoli da svariati professionisti. Per allenarsi, è possibile consultare on line i numerosi siti del settore.

Il trader deve avere una solida base di partenza e deve possedere tutte le competenze che gli garantiscono di sapersi muovere nel campo degli investimenti e della finanza. E’ importante specializzarsi nel settore di interesse e soprattutto bisogna essere attenti ai cambiamenti e alle novità.

Fra i requisiti di un buon trader c’è la pazienza, la preparazione e la capacità di saper aspettare; precipitare le cose non è quasi mai positivo e può portare ad un risultato disastroso. Questo professionista deve saper controllare le proprie emozioni, mantenendo il controllo; solo così si è certi di poter avere in mano la situazione riuscendo ad agire in maniera equilibrata e responsabile.

Per diventare trader, il primo passo da compiere è studiare una situazione, per capire quali devono essere le risorse da utilizzare e quale è il risultato da ottenere. Il lavoro deve essere attentamente organizzato, senza lasciare nessuno spazio all’improvvisazione o alla speranza.

Il titolo scelto deve essere minuziosamente analizzato , cercando qualsiasi notizia lo riguardi compreso le valutazioni delle agenzie.
Inoltre, è bene riuscire a capire quale sia la tendenza sia a breve che a lungo termine, solo così si evita la perdita di capitale.

Gli affari devono essere per prima cosa analizzati nel complesso, poi si procedere a studiarne gli aspetti secondari; solo così si può arrivare ad una corretta valutazione che significa il successo del trader.

Un trader deve investire solo in affari che siano chiari e che abbiano risultati chiari e diretti; un professionista non si dedica ad affari poco interessanti o dei quali non ha compreso tutti gli aspetti.

Per diventare un trader bisogna prendere spunto dai grandi professionisti del settore; tutti i trader di successo approfittano dei periodi di difficoltà per l’acquisto di società o di azioni che vengono vendute a prezzi bassi.

Come Investire in Azioni

Decidere di investire un capitale in delle azioni, può rivelarsi un buon sistema di guadagno. Bisogna sottolineare che perché questa attività non diventi pericolosa per i nostri soldi, bisogna essere scaltri ed informati. Prima di procedere con un investimento, è fondamentale informarsi sul tipo di azioni che si intendono acquistare e sui possibili rischi. La prima cosa è quindi valutare ed avere le idee chiare sulle azioni e sulla situazione della borsa. I titoli, non sono tutti uguali; ciò significa che bisogna informarsi e valutare quali siano quelli migliori e più sicuri. Esistono però dei titoli che sono sicuri, come quelli che hanno il rating AAA. Per investire in azioni, bisogna non solo essere competenti ma anche molti informati sui veloci cambi del mondo della borsa. Investire in azioni può far guadagnare delle buone cifre ma bisogna puntare sui titoli giusti; i titoli sono legati alla società che rappresentano e della quale si compra il dividendo.

Gli investimenti non devono portare a delle perdite economiche, ecco perché anche quando ci sono azioni di società che vanno male, non bisogna acquistare subito. Può succedere, infatti che l’azienda si riprenda oppure che venga salvata, solo la conoscenza approfondita della realtà economica e della situazione della borsa, può evitare che l’azionista perda il suo capitale. Riuscire ad scegliere i giusti titoli, può portare ad un guadagno pari al 10%, mensile, del capitale che si è speso; questo dato è variabile, perché può aumentare o diminuire secondo l’andamento dei titoli e della società.

Molti azionisti, scelgono gli investimenti facendo riferimento al “sesto senso”; si tratta di un metodo molto pericoloso. L’unico modo sicuro è conoscere il mercato, l’andamento dei titoli e possedere una certa esperienza nel settore.

Una volta che si è certi di ciò che si intende acquistare, bisogna rivolgersi ad un istituto bancario oppure si può svolgere l’operazione via internet.

In genere, scegliere di operare attraverso la rete non è consigliabile se non si ha molta esperienza. E’ certamente più facile, recarsi all’istituto bancario dove si possiede il conto e richiedere un deposito di titoli; in questo conto con deposito di titoli, si versa il capitale che deve essere impiegato per le azioni. Una volta completato il processo burocratico, si può iniziare ad investire in azioni; il consiglio è quello di iniziare con piccoli investimenti e solo quando si matura una certa esperienza si può decidere di puntare ad azioni più importanti.

In alcuni casi, capita che anche se l’azionista è scaltro e ha preso tutte le informazioni necessarie sull’azienda della quale vuole acquistare il dividendo e sul mercato della borsa, le cose vadano male. Prevedere tutti i possibili aspetti è realmente impossibile, anche perché ci sono dei fatti casuali che però possono essere molto dannosi. Ciò che si può fare è ragionare razionalmente, informarsi e poi procedere con l’acquisto.

Per investire in azioni più sicure, si può pensare di scegliere un ETF , in particolare quelli diversificati; grazie proprio alla loro diversificazione si hanno meno possibilità di perdere il capitale investito.

Gli ETF, sono consigliati perché, possiedono un’importante caratteristica: sono meno volatili rispetto ai titoli e ciò contribuisce alla salvaguardia dell’investimento.

Per iniziare ad investire, è ovviamente necessario un capitale; si può partire con cifre attorno ai due o tre mila euro. Soprattutto se si vuole iniziare con calma, è bene non far lievitare troppo la cifra; questo primo piccolo investimento è anche un test di valutazione. Invece, coloro i quali hanno a disposizione capitali più consistenti possono affidarsi ai piani di accumulo, noti come pac; i pac generalmente vengono proposti da tutti gli istituti bancari.

Se si intende provare ad investire col fai da te, è fondamentale la prudenza; inoltre, è bene diversificare l’investimento acquistando azioni ma anche titoli come i bot o altro. Si può anche optare per un fondo azionario, che garantisce una buona diversificazione e generalmente aiuta a non avere guai causati dalla volatilità dei singoli titoli azionari.

I titoli azionari, sono quelli più a rischio, soprattutto se si è alla prime armi; se si decide per i titoli è meglio suddividere il capitale senza concentrare tutto su un’unica azione. Per valutare se si è agito positivamente, bisogna attendere un anno; se vi è stato un guadagno, allora l’investimento in azioni ha dato i suoi frutti. A questo punto si può pensare di incrementare il capitale iniziale e suddividere la cifra diversificandola in investimenti vari.

Un altro investimento che sta guadagnando fama negli utimi periodi è l’investimento in valuta, il cosiddetto Forex, bene, quest’ultimo è un investimento particolarmente speculativo, pertanto in grado di realizzare forti guadagni ma anche fortissime perdite.

Prima di azzardare investimenti nel Forex è bene leggere attentamente tutte le informazioni necessarie per investire con consapevolezza.

Vantaggi del Conto Corrente Online

La cosiddetta banca online (home banking) è l’alternativa, offerta ai correntisti, di recarsi fisicamente presso lo sportello bancario. Si tratta in sostanza di un servizio che consente di operare sul proprio conto corrente, anzichè andare di persona allo sportello, da casa propria o dovunque ci si trovi, semplicemente attraverso il telefono o il personal computer.

Se all’inizio l’innovazione era arrivata con la banca telefonica, che consentiva di richiedere informazioni e svolgere alcune operazioni attraverso il telefono impartendo disposizioni all’operatore, attualmente la frontiera più avanzata è la banca online.

La gestione del conto corrente online, viene attivata dalla banca su qualsiasi tipo di conto corrente e non comporta costi aggiuntivi. Consente di svolgere dal proprio personal computer, attraverso il collegamento con il server della banca, tutte le operazioni bancarie, inclusa la compravendita di titoli, anche esteri, e di prodotti del risparmio gestito, 24 ore al giorno ed a costi molto inferiori rispetto a quelli praticati presso i normali sportelli bancari. Nella maggior parte dei casi, infatti, non esistono costi di gestione e anche sui bonifici la commissione è nulla. Più convenienti sono anche i tassi creditori.

Due sono le tipologie principali dell’offerta, aprire un conto direttamente online, oppure gestire un conto tradizionale online, in aggiunta al servizio offerto allo sportello.

Da precisare che l’operatività dei conti correnti online è la seguente
– controllare: attraverso il proprio computer è possibile verificare tutti i movimenti intervenuti sul conto
– effettuare pagamenti: non ci sono limitazioni, in quanto si può scegliere il bancomat, gli assegni, il bonifico e la carta di credito
– effettuare prelevamenti: si possono utilizzare il bancomat e la carta di credito (quest’ultima sconsigliabile perchè l’operazione è costosa)
– depositare: è il punto debole del conto online. L’unico modo per fare arrivare i soldi sul conto è il bonifico, tranne nel caso che il conto sia stato acceso presso una filiale con la richiesta di poterlo utilizzare anche online. In questo modo si possono effettuare versamenti anche allo sportello
– contanti e assegni: ci sono banche che hanno una rete più o meno estesa di agenzie convenzionate sparse nel territorio. Possono rappresentare un riferimento qualora sia necessario versare o prelevare contanti o versare assegni.

I conti correnti online sono attualmente circa 8 milioni su un totale di conti intestati a privati di 30 milioni e 320mila in Italia.

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