Vantaggi del Conto Corrente Online

La cosiddetta banca online (home banking) è l’alternativa, offerta ai correntisti, di recarsi fisicamente presso lo sportello bancario. Si tratta in sostanza di un servizio che consente di operare sul proprio conto corrente, anzichè andare di persona allo sportello, da casa propria o dovunque ci si trovi, semplicemente attraverso il telefono o il personal computer.

Se all’inizio l’innovazione era arrivata con la banca telefonica, che consentiva di richiedere informazioni e svolgere alcune operazioni attraverso il telefono impartendo disposizioni all’operatore, attualmente la frontiera più avanzata è la banca online.

La gestione del conto corrente online, viene attivata dalla banca su qualsiasi tipo di conto corrente e non comporta costi aggiuntivi. Consente di svolgere dal proprio personal computer, attraverso il collegamento con il server della banca, tutte le operazioni bancarie, inclusa la compravendita di titoli, anche esteri, e di prodotti del risparmio gestito, 24 ore al giorno ed a costi molto inferiori rispetto a quelli praticati presso i normali sportelli bancari. Nella maggior parte dei casi, infatti, non esistono costi di gestione e anche sui bonifici la commissione è nulla. Più convenienti sono anche i tassi creditori.

Due sono le tipologie principali dell’offerta, aprire un conto direttamente online, oppure gestire un conto tradizionale online, in aggiunta al servizio offerto allo sportello.

Da precisare che l’operatività dei conti correnti online è la seguente
– controllare: attraverso il proprio computer è possibile verificare tutti i movimenti intervenuti sul conto
– effettuare pagamenti: non ci sono limitazioni, in quanto si può scegliere il bancomat, gli assegni, il bonifico e la carta di credito
– effettuare prelevamenti: si possono utilizzare il bancomat e la carta di credito (quest’ultima sconsigliabile perchè l’operazione è costosa)
– depositare: è il punto debole del conto online. L’unico modo per fare arrivare i soldi sul conto è il bonifico, tranne nel caso che il conto sia stato acceso presso una filiale con la richiesta di poterlo utilizzare anche online. In questo modo si possono effettuare versamenti anche allo sportello
– contanti e assegni: ci sono banche che hanno una rete più o meno estesa di agenzie convenzionate sparse nel territorio. Possono rappresentare un riferimento qualora sia necessario versare o prelevare contanti o versare assegni.

I conti correnti online sono attualmente circa 8 milioni su un totale di conti intestati a privati di 30 milioni e 320mila in Italia.

Collocamento in Borsa e Prospetto Informatico – Informazioni Utili

Il controllo dei requisiti per l’ammissione alla quotazione di Borsa (dimensioni, crescita reddituale, solidità e diffusione del titolo) spetta a chi gestisce il mercato (Borsa Italiana nel nostro Paese, New York Stock Exchange e Nasdaq negli Usa, ecc.). Il controllo sulla trasparenza dell’operazione di collocamento spetta all’autorità di vigilanza (Consob in Italia, Sec negli Usa, ecc.).
Il collocamento in Borsa (offerta pubblica di vendita e di sottoscrizione – Opv e Opvs) rientra nella disciplina della sollecitazione all’investimento, cioè l’offerta rivolta al pubblico dei risparmiatori finalizzata alla vendita ed alla sottoscrizione di prodotti di investimento. Ogni sollecitazione all’investimento deve essere accompagnata da un prospetto informativo, documento che deve essere consegnato (o reso “scaricabile” via internet) dall’intermediario che colloca il prodotto, a chi è interessato a sottoscriverlo. Il prospetto informativo, redatto dall’emittente, contiene le informazioni riguardanti la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società. Molto importante è la parte del prospetto che parla del rischio dell’investimento, degli obiettivi di crescita e dei progetti di sviluppo dell’azienda.

Il propetto informativo di un collocamento in Borsa è un documento composto da molte pagine, non sempre comprensibili, per cui non viene consultato da quasi tutti i risparmiatori. Al contrario occorre leggere e capire i vari punti elencati (magari facendosi aiutare da un consulente di fiducia), perchè il collocamento è il momento più importante per gli investitori. Anche perchè in occasione di acquisti fuori dal collocamento (sul mercato secondario) non avranno a disposizione altrettante informazioni, soprattutto per quanto riguarda i programmi della società. Inoltre, prima di un collocamento, i manager delle società incontrano gli analisti e gli investitori nel corso di road show, anche all’estero, e sono molto disponibili a parlare con i media. E i media stessi diffondono ampiamente l’avvenimento.
Ricordiamo che se non si aderisce (o non si riesce ad aderire per via di un eccesso di richieste di titoli) ad un collocamento, non si è persa necessariamente l’occasione di investimento della vita. Ci saranno altre opportunità per fare ottimi acquisti in Borsa.

I dipendenti della società quotanda, invece, possono avere più interesse a sottoscrivere le azioni della loro società in Opv o in Opvs perchè in genere sono previste particolari agevolazioni nell’assegnazione (quota riservata per loro) e nelle condizioni, come sconti sul prezzo, prestiti agevolati e possibilità di smobilizzare il Tfr (trattamento di fine rapporto) maturato. In questo caso bisogna valutare bene la situazione perchè le azioni presentano dei rischi notevoli rispetto al Tfr (quest’ultimo frutta un ritorno annuo pari al 75% del tasso di inflazione più 1,5 punti.

La società emittente, con la consulenza dell’investment bank che gestisce l’IPO, fissano il prezzo di collocamento tenendo conto delle sue condizioni economico-finanziarie ed anche delle valutazioni di titoli simili presenti sul mercato. Di solito, nel prospetto informativo non viene riportato un prezzo fisso, ma una forchetta con un valore minimo ed uno massimo, dentro il quale viene fissato il prezzo di collocamento. Questo prezzo sarà determinato dopo le prenotazioni dei risparmiatori retail (al minuto) ed alla fine dei road show, sulla base delle “manifestazioni di interesse” degli investitori istituzionali, cioè subito prima che parta l’IPO vera e propria. La forte domanda di titoli determinerà la fissazione del prezzo di collocamento verso la parte superiore della forchetta, e viceversa. Di solito, una parte dei titoli in offerta viene riservata al pubblico e una parte agli investitori istituzionali. Una quota di titoli (greenshoe) può essere aggiunta all’ultimo momento per soddisfare una domanda molto superiore all’offerta.

Dopo l’offerta della società e la richiesta del rispamiatori, subentra il meccanismo di assegnazione delle azioni. In Italia, quando la domanda di titoli supera l’offerta, cosa che accade quasi sempre, si passa all’assegnazione del lotto minimo, e quando neppure questo copre la domanda, si ricorre all’estrazione. In questo caso, le azioni vengono attribuite alle banche ed alle Sim che hanno partecipato al collocamento in proporzione al numero di adesioni raccolte, le quali provvederanno ad assegnare i lotti minimi ai clienti che hanno fatto richiesta, mediante estrazione a sorte.

Come Investire in Immobili Commerciali

Il settore degli immobili uso commerciale e quello immobiliare in generale è certamente tra i più colpiti dalla crisi, vista anche la restrizione del credito da parte delle banche. Alcuni analisti parlano di ritorno agli anni Novanta, quando a comprare un immobile erano soprattutto coloro che disponevano di liquidità, senza dover passare per la banca. Il problema è che oggi con la crisi economica e finanziaria in atto e le prospettive incerte per il futuro, è abbastanza problematico disporre di liquidi per l’acquisto di immobili uso commerciale.

Tuttavia, a leggere i dati, non sembra che il mercato immobiliare sia sprofondato, come invece avvenne nel 1992, anno in cui la recessione fece crollare i prezzi degli immobili mediamente del 60%. I prezzi oggi paiono, semmai, essersi stabilizzati lievemente al ribasso.

La minore domanda di acquisto e la minore convenienza a tenere un immobile sfitto potrebbe comunque portare ad un rinvigorimento del mercato degli affitti in generale e degli immobili uso commerciale in particolare (capannoni, uffici, negozi, ecc.), dove la crisi immobiliare si intreccia con quella delle attività economiche. Una maggiore domanda di affitti di immobili uso commerciale è certamente già in atto (dovuta anche ad una crescita della presenza di stranieri), legata soprattutto all’apertura di piccoli esercizi per la ristorazione, l’estetica e la vendita di alimentari. Il locale tipo è mediamente di 2-3 vetrine e compreso tra 30 e 100 metri quadri.

Per effetto della crescita della tassazione sugli immobili è oggi più necessario di ieri cercare di non mantenere infruttuoso un immobile, magari accontentandosi di un prezzo di affitto o di vendita inferiore, se non si vuole rimandare.
A chi rivolgersi? Per la ricerca di acquisto o di affitto di immobili uso commerciale esistono siti internet che svolgono un ruolo estremamente importante nel mettere in contatto la domanda e l’offerta.

Inserendo la tipologia dell’immobile o locale richiesto, il prezzo desiderato, la superficie e la città, è possibile trovare migliaia di offerte per qualsiasi esigenza. E’ possibile inoltre, in alcuni siti, trovare annunci di “cedesi attività“, per coloro che sono interessati, oltre che ai locali da acquistare o prendere in affitto, ad avviare una attività con l’apertura di un bar o ristorante piuttosto che di un negozio.

Mutui e Trasparenza – Informazioni Utili

Per valutare la sostenibilità delle rate di un mutuo occorre sempre prendere in considerazione diverse proposte, dal tasso fisso a quello variabile o misto offerto da banche e da agenzie immobiliari. Queste ultime però, insieme con le case in vendita offrono anche finanziamenti e mutui, ma, se da una parte agevolano il cliente riducendo i tempi per stipulare un contratto, dall’altra hanno un costo.

Infatti lavorando quasi sempre per conto di una banca, vendendo i mutui di questa, le agenzie immobiliari sono pagate con una quota del mutuo concesso al cliente. Un costo che la banca mette a carico del cliente stesso. Per cui possiamo dire che i mutui delle agenzie immobiliari sono pù costosi di quelli delle banche.

Come fare per scegliere l’offerta migliore? Il cliente può rivolgersi ad un notaio di sua fiducia, al quale chiedere informazioni sugli aspetti tecnici del contratto (soprattutto i termini poco chiari). Per una consulenza sugli aspetti economici il cliente può rivolgersi ad un’associazione dei consumatori, che può valutare, non solo la parte legale, ma anche la convenienza economica del contratto. Per ottenere queste consulenze il cliente deve farsi consegnare dalla banca tutti i documenti del contratto, essendo un suo diritto, in base alle regole sulla trasparenza dei servizi bancari.

Il cliente ha dunque diritto di farsi consegnare dalla banca il foglio informativo (tra l’altro è sempre esposto nei locali della banca), dove sono riportate le condizioni economiche (tipo di tasso, il suo calcolo nel caso sia variabile, metodo di ammortamento, numero delle rate, loro periodicità e valore, altri costi) e legali (garanzie, condizioni, penalità) del contratto. Queste condizioni devono essere indicate anche in un documento europeo chiamato prospetto ESIS (European Standardised Information Sheet). L’ESIS è un prospetto informativo stabilito a livello europeo, standardizzato per tutte le banche e serve per orientare nelle scelte il potenziale cliente mutuatario, facilitando la confrontabilità dei mutui e la trasparenza delle condizioni applicate. Ogni cliente può richiedere alla banca il prospetto ESIS, relativo alla propria richiesta di finanziamento o mutuo.

Con queste informazioni il cliente può scegliere la proposta che ritiene più vantaggiosa ed in linea con le proprie esigenze.
Presentata la domanda di mutuo, ha diritto di ricevere dalla banca, prima della data della firma, una copia del contratto ed il documento riportante le condizioni economiche e legali. In base alla legge questi documenti non impegnano, né la banca ad erogare il mutuo né il cliente a firmarlo. Solo dopo aver letto e compreso, il cliente potrà firmare il contratto.

Strategie Forex – Pivot Point Scalping

I pivot points, le resistenze e i supporti, per ciascuna coppia di valute, possono essere utilizzati per poter tradare con successo. Le strategie che sfruttano i Pivot Points, si basano su principi semplici e calcoli matematici, che sfruttano delle equazioni molto semplici, ma richiedono esperienza e possono a volte essere abbastanza articolate, per cui indubbiamente si può parlare di una forma di strategia avanzata nel Forex.

La strategia che sfrutta i Pivot Point può essere applicata anche allo Scalping, con la possibilità di avere delle indicazioni abbastanza chiare dei punti di entrata e di uscita. Specialmente nello Scalping, data la velocità delle operazioni, e le manciate di pips coinvolte in ciascuna operazione, da un punto di vista operativo, si dovrebbe fissare un range, intorno ai punto pivot, abbastanza piccolo (ad esempio al massimo 3 pip) calcolando anche l’applicazione dello spread da parte del broker. Inoltre sui supporti e resistenze, bisogna lim itare le proprie scelte per s1 e r1, poiché negli altri casi può essere opportuno lasciare il mercato.

Bisogna infine ricordare che i dati sui quali si basano i calcoli di pivot points supporti e resistenze sono storici, ovvero si riferiscono ai prezzi assunti nel giorno precedente a quello in cui viene fatto il calcolo, quindi in generale costituiscono un buon sistema per cercare di carpire il possibile trend di una coppia di valute, e se si è vicini ad un cambiamento o a un suo consolidamento, ma non va preso come un sistema infallibile.

Formule di calcolo dei pivot points, resistenze e supporti
Il calcolo dei pivot points, resistenze e supporti viene effettuato sulla base di queste semplici equazioni:

– Resistenza 3 = High + 2 * (Pivot – Low)
– Resistenza 2 = Pivot + (R1 – S1)
– Resistenza 1 = 2 * Pivot – Low
– Pivot Point = (High + Low + Close) / 3
– Supporto 1 = 2 * Pivot – High
– Supporto 2 = Pivot – (R1 – S1)
– Supporto 3 = Low – 2 * (High – Pivot)
– High= valore precedente più alto;

Low= valore precedente più basso;

Close=valore di chiusura della sessione precedente.

Molto interessante.

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