Come Lavorare in Australia

L’Australia è una terra lontana e magica e molti sognano di visitarla o addirittura di trasferirsi down under. Si tratta però di un Paese molto protezionista e ogni tipo di visita, specialmente quelle prolungate, è controllato nel dettaglio.

Se volete lavorare in Oz, e non siete specializzati in nessuna delle professioni richieste con urgenza (consultabili sul sito web del governo australiano), l’unica alternativa sarà quella di un soggiorno temporaneo con permesso di lavoro.

Chi intende lavorare in Australia dovrà richiedere infatti un apposito visto (Working Holiday Visa) che permette appunto di svolgere degli impieghi retribuiti, cosa invece non prevista per chi dispone di semplice visto turistico. Le condizioni possono variare a seconda del Paese di origine: le indicazioni seguenti si riferiscono nello specifico all’Italia. Tutti i dettagli e le applicazioni on line sono comunque disponibili sul sito del governo australiano.

La durata massima del WHV è di dodici mesi, che decorrono dal momento dell’ingresso in Australia (e non come molti erroneamente pensano) dal giorno dell’accettazione della richiesta. Per ottenere il WHV si pagano anticipatamente 185 dollari australiani, che non verranno rimborsati in caso di diniego della domanda.  L’età massima per richiedere il visto è di 30 anni. Altri requisiti imprescindibili sono non avere figli, richiedere il visto con non più di un anno dalla data prevista per l’arrivo in Australia e avere un passaporto valido. Il visto vi permetterà di lavorare per 6 mesi consecutivi presso lo stesso datore di lavoro e quindi di autofinanziarvi, almeno in parte, il viaggio. Il WHV viene rilasciato una sola volta: l’unica possibilità di proroga (per un anno) è quella di trovare impiego per tre mesi in uno dei settori di lavori duri richiesti, in primo le “farms”, ovvero le aziende agricole o le fattorie fuori città.

Come preannunciato i requisiti sono abbastanza stretti ma non vi lasciate scoraggiare e non perdete l’occasione di visitare questo luogo magico.

Lavorare nell’Editoria

Attualmente sono diverse le persone che desiderano lavorare nel campo dell’editoria.

L’editore è colui che è specializzato nell’edizione, pubblicazione e distribuzione di libri, cataloghi, giornali, riviste, prodotti multimediali.

Quali sono le principali professioni dell’editoria.

Correttore di bozze, ha il compito di trovare tutti gli errori presenti in un determinato testo. Solitamente i correttori di bozze, per quanto concerne i piccoli editori, sono freelance, ovvero collaboratori saltuari. Mentre, nelle case editrici medio grandi, il correttore di bozze si identifica con un’altra figura, il redattore. Pertanto, solo nelle grandi case editrici è possibile trovare correttori di bozze che svolgono solo questa mansione.

Redattore, si occupa della gestione e supervisione di tutte le fasi editoriali che riguardano la produzione e stampa di un libro, dalla primissima valutazione fino alla stampa in tipografia, ovviamente lavorando a stretto contatto anche con grafici, autori, correttori di bozze e, naturalmente, sotto il controllo del capo redattore. Inoltre, prepara la quarta di copertina, le schede promozionali del libro, scrive recensioni, esegue il controllo della copia cianografica del libro. Il redattore deve essere dotato di spirito di iniziativa, di sensibilità, e deve essere in grado di rapportarsi facilmente con gli altri componenti del team editoriale.

Traduttore, i traduttori editoriali sono quasi tutti free-lance, lavorano a casa, magari sono professori universitari. In tal caso, chi è laureto in inglese, francese, tedesco o spagnolo, ha una qualifica particolarmente richiesta, poiché queste sono le lingue dalle quali vengono più spesso tradotti i libri che troviamo nelle librerie nostrane.

Direttore editoriale, figura principale di ogni casa editrice; infatti tutto ruota attorno al direttore editoriale, ogni processo che si svolge all’interno della redazione necessita della sua approvazione. Risulta essere lui che decide quali scrittori pubblicare e quali no, si occupa della gestione delle risorse umane, motivando i  suoi collaboratori, ascoltandone le idee e le proposte, segue, aiutato dal redattore capo, tutta la fase della pubblicazione di un libro: editing, scelta della copertina e del carattere di stampa, data prevista per l’uscita di un testo.

Grafico editoriale, è il responsabile della riuscita grafica ed estetica di un libro. Un grafico può sviluppare un progetto od una serie di bozze grafiche, che andranno poi approvate dal direttore editoriale.

Promotore editoriale, svolgono attività di promozione libraria presso la case di distribuzione editoriale, le quali si occupano appunto di promuovere e distribuire nelle librerie della loro zone le pubblicazioni degli editori.

Chi desidera lavorare in questo settore dovrà avere una cultura umanistica anche se alcune case editrici sono specializzate in pubblicazioni scientifiche e richiedono quindi una laurea tecnica.

Calcolare il Margine Operativo Netto

Il Margine Operativo Netto, MON, è un indicatore che permette di analizzare il risultato della gestione caratteristica.

Questo indicatore indica quindi quello che resta all’azienda dopo che sono stati sostenuti i costi relativi al processo di produzione, al netto degli ammortamenti.

Il calcolo del Margine Operativo Netto è piuttosto semplice, bisogna infatti sottrarre gli accontamento e gli ammortamenti dal MOL, relativamente a cui è possibile vedere questa guida sul Margine Operativo Lordo.

Il MON è un indicatore importante, permette infatti di capire quale risulta essere il risultato ottenuto dalla gestione caratteristica, senza considerare le componenti straordinarie, come quelle che derivano dalle operazioni finanziare.

Le operazioni straordinarie, come la cessione di immobili, possono infatti incidere in modo importante sull’utile netto, non permettendo di capire quale sia il vero andamento dell’attività.
Un’azienda con un utile netto positivo dovuto alla cessione di immobili, potrebbe avere un Margine Operativo Netto negativo.
Una situazione di questo tipo indica, anche in presena di un utile positivo, una gestione negativa.

Il MON è quindi un indicatore da tenere in considerazione quando si vuole vatulare il vero stato di un’azienda e le sue possibilità sul mercato.

Come Lavorare nel Turismo

Turismo e Ristorazione, soprattutto quando si parla di vacanze, sono due settori che viaggiano insieme.

Vediamo nel dettaglio le categorie interessate e le rispettive figure professionali.

Ricevimento Alberghiero

Il Receptionist / Addetto al Ricevimento è colui che accoglie gli ospiti, li assiste durante il soggiorno ed espleta le varie formalità burocratiche di un albergo
Rooms Division Manager è quella figura gestionale che in strutture ad elevata ricettività e qualità , cura tutti i servizi dove stazioneranno gli ospiti ad eccezione della sala / ristorante; coordina e supervisiona ricevimento, piani ed impianti.
Direttore d’Albergo – è la massima figura direttiva e responsabile di una struttura; si occupa delle pratiche più complicate e della risoluzione dei problemi più seri che un albergo o struttura ricettiva può affrontare.
Ristorazione Alberghiera

Il Cameriere / Addetto alla Sala si occupa di preparare la sala dove verranno serviti i pasti; deve inoltre curarne posa in opera ed igiene
Food and Beverage Manager come il Rooms Division Manager, è quella figura gestionale che in strutture ad elevata ricettività e qualità , cura tutti i servizi ristorativi relativi  gli ospiti: logistica e magazzino, igiene dei locali di produzione pasti, ecc.
Coordinatore Centro Ristorazione si occupa della supervisione e dell’operatività della sala ristorante: controlla che sia tutto in ordine e pulito, coordina i camerieri, assiste gli ospiti.
Il Direttore d’Albergo e il Coordinatore Centro Ristorazione che hanno numerose responsabilità  sono le figure che possono guadagnare di più una volta raggiunta la posizione, solitamente dopo alcuni anni di servizio.

Come Diventare un Barman

Il barman – figura particolarmente ricercata nei ristoranti, negli alberghi e naturalmente nei bar – è il professionista specializzato nella miscelazione delle bevande e nella preparazione di cocktail, aperitivi e long drink e deve avere un’approfondita conoscenza delle merci e dei prodotti che si troverà a utilizzare (conoscenza merceologica).

Il barman è tra le professioni più amate dai giovani: effettivamente, oltre ad essere tra le professioni più remunerative, consente di unire lavoro e gioco, passione e impegni.

Come si diventa barman
La formazione può incominciare sin dalle scuole secondarie di secondo grado: occorre effettuare l’iscrizione ad un Istituto Professionale – Settore dei Servizi – Indirizzo servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. L’iter scolastico si suddivide in due bienni e un quinto anno finale che si conclude con l’esame di Stato.

Inoltre anche i corsi di formazione professionale sono numerosi, generalmente hanno una durata di tre anni e trattano argomenti tecnici che consentono l’inserimento nel mondo del lavoro.

Oltre a ciò è consigliabile, per il barman che lavora in località turistiche o in città d’arte, sapere bene almeno una lingua straniera.

Requisiti di un bravo barman
Deve essere un abile conversatore: discreto e mai invadente, ma anche un ascoltatore paziente
Deve essere un buon cameriere
Deve essere un buon cuoco ed eccellente sommelier
Deve essere attento alle richieste dei clienti e assecondarli
Deve essere capace di conquistare il pubblico con l’arte di preparare e di servire cocktail speciali; naturalmente, qui gioca un ruolo fondamentale l’esperienza che si fa sul campo.

Per ogni altra informazione è possibile visitare il sito della Federazione Italiana Barman.

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