Come Nominare Amministratore di Condominio

L’amministratore spesso è una figura sfuggente. Ha diversi compiti, ma spesso non svolge bene il suo lavoro e non sempre si adopera in tal senso. Se sei insoddisfatto dell’operato dell’amministratore del tuo condominio, puoi revocargli l’incarico ed eleggerne un altro. Vediamo come.

Risulta essere un’annosa questione quella di stabilire quanto pagare un amministratore di condominio. La prima cosa che devi stabilire, è se dare un compenso mensile o scegliere un forfait annuale. Puoi anche avvalerti di tariffari di categoria, stabiliti dalle associazioni rappresentative, ma questi sono soltanto indicativi.

Ma puoi definire il compenso sostanzialmente in due modi, in maniera analitica, indicando la retribuzione di ogni singola prestazione, come le assemblee ordinarie e straordinarie, le lettere di sollecito, le spese di cancelleria e di telefonia, l’assistenza per i lavori, sia ordinari e sia straordinari.

In alternativa, modo forfettario, con l’attribuzione di una somma complessiva. Però tieni presente che se scegli questa modalità di pagamento, l’amministratore potrebbe chiederti di essere pagato a parte per seguire l’esecuzione di lavori straordinari, eventualmente deliberati dall’assemblea. Se scegli il sistema forfettario, è meglio se chiarisci questi aspetti, stabilendo se, e quanto, queste retribuzioni debbano essere retribuite.

Come Insegnare all’Estero – Guida

A volte ci sono dei lavori sicuramente per i quali ci sono molte opportunità lavorative, ma che spesso però sono poco reclamizzati e quindi sconosciuti, uno di questi è diventare insegnanti di italiano all’estero all’interno degli istituti scolastici stranieri.
Se il tuo sogno nella vita è quello di insegnare, ma la situazione italiana odierna non lo permette, in quanto non si può certo definire delle più semplici, questo mestiere potrà permetterti di realizzare la tua passione professionale, magari non nel modo che avevi immaginato, ma sicuramente ti permetterà di insegnare.

In questa guida su come diventare insegnante pubblicata sul sito Guidelavoro.net è spiegata la procedura per insegnare in Italia, vediamo invece come farlo all’estero.

Esistono offerte per insegnante di italiano all’estero sia per laureati che per persone senza laurea.
Ci sono finanziamenti sia per studenti prossimi alla laurea che per laureati offerti dal Ministero dell’Istruzione e da quello degli Esteri.
Attualmente ci sono 183 scuole italiane all’estero e 111 sezioni italiane presso scuole straniere. Poi ci sono anche istituti privati.

L’assistente di lingua non è un docente, ma un persona che si occupa di fare conversazioni guidate in italiano per un minimo di 12 ore alla settimana.
E’ possibile farlo in Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito e Spagna. Il bando è pubblicato ogni dicembre dal Ministero dell’Istruzione e da Gaazzetta ufficiale.
I requisiti sono essere iscritti almeno al terzo anno di Lingue e culture moderne, Lettere o Scienze della mediazione linguistica oppure avere già conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere moderne, Lingue e culture europee, Studi comparatistici, Interpreti e Traduttori o Lettere.
Chi è ancora studente deve avere sostenuto almeno due esami di Lingua del paese straniero per il quale si presenta la domanda.

Le università straniere ogni anno hanno bisogno di lettori in lingua italiana. Li seleziona il Ministero degli Esteri.
Occorre una laurea in Lettere o Lingue Straniere ed essere docenti di ruolo in Italia. Oppure si può scavalcare il ministero e rivolgersi direttamente all’università nella quale si vorrebbe andare a leggere.
Il lavoro è di circa 36 ore settimanali.

Anche gli istituti privati che intendono diffondere la cultura italiana nel mondo hanno bisogno di personale.
Serve una laurea in Lettere o Lingue e letterature straniere con 110/110 e la conoscenza di una lingua straniera.
Si accede per concorso.
I concorsi sono visibili sulla Gazzetta ufficiale e sui siti dei vari istituti.

Previste anche supplenze nelle scuole straniere, che ovviamente possono durare da un giorno a qualche mese.
Vi si accede tramite graduatorie ministeriali.
Chiudiamo con corsi di livello elementare: vi possono insegnare anche persone con diploma magistrale.

Investimenti Stranieri in Italia

L’Italia non gode di buona situazione economica e di stabilità politica, almeno è quanto si capisce dall’orientamento degli investitori stranieri che vedono il nostro Paese inadeguato per importare capitali e nuove industrie, in quanto le tasse statali risultano essere troppo alte, i governi troppo instabili, l’economia troppo debole e i lavoratori molto poco flessibili e volenterosi.
Paesi europei come Gran Bretagna, Francia e persino Spagna, attirano molti più investitori. Da dati statistici risulta che l’Italia occupa solo il quindicesimo posto nella classifica degli investitori, e cioè solo l’1,8% degli investimenti europei.

Secondo Ernst and Young, che ha condotto questo studio, la causa principale è il periodo di stasi economica che investe la penisola. Gli investitori stranieri preferiscono infatti puntare sui Paesi emergenti, come l’India e la Cina, ma anche Russia e Stati Uniti continuano ad avere il loro fascino sugli investimenti.

Dato non trascurabile è anche l’instabilità politica, che nuoce gravemente alla salute economica di un Paese, la mancanza di trasparenza e le pesanti tasse, che colpiscono i capitali e che allontanano gli investitori.

Che dire poi della non flessibilità del lavoro. Aanche questa certo non aiuta i capitali esteri a trasferirsi da noi, in quanto si cerca sempre il meglio dai lavoratori risparmiando il più possibile e massimizzando gli investimenti. La flessibilità è giudicata come requisito indispensabile per società di software e di servizi alle imprese che sono le maggiori fonti di investimento straniere.

Nonostante tutto però dall’estero apprezzano la professionalità dei nostri lavoratori, la specializzazione, e lo stile di vita elevato che ancora perdura da noi.
Ciò nonostante quindi alcuni punti di forza li abbiamo, ed abbiamo quindi la speranza di una veloce ripresa che speriamo tutti non tardi a venire.

Come Scrivere un Curriculum Dopo Cambio di Lavoro

Cambiare carriera o lasciare il vecchio posto di lavoro per trovare qualcosa di migliore o semplicemente di più stimolante sono situazioni che possono creare un po’ di problemi nella scrittura del proprio Curriculum Vitae, in alcuni casi stilato diversi anni prima, quando si era alla ricerca della prima occupazione. Vediamo come risolvere il problema.

Rileggi con attenzione il tuo vecchio Curriculum Vitae evidenziando le parti che potrebbero ancora fare presa su un selezionatore. In generale sarebbe meglio riscriverlo da capo, riproponendo i tratti salienti del vecchio Curriculum ed aggiungendo tutte le nuove esperienze e capacità professionali acquisite con il tempo.

Informati con attenzione e perizia in merito alle caratteristiche richieste ai professionisti che cercano lavoro nel campo da te scelto per cambiare carriera. Seleziona ora le esperienze e le competenze che tu possiedi in modo che siano attinenti al campo in cui hai deciso di lavorare. Nel Curriculum non dovrai inserire ogni minimo dettaglio ma soltanto le informazioni pertinenti alla tua nuova professione.

Scrivi il Curriculum seguendo le regole standard elencando i tuoi studi, i tuoi migliori risultati professionali, ma anche stage, viaggi di lavoro, partecipazione a convegni, inserisci, insomma, tutto ciò che può essere attinente alla tua nuova professione, comprese le attività non strettamente lavorative.

Se necessario puoi allegare al Curriculum una lettera di presentazione scritta da te o delle lettere di referenze scritte dai tuoi passati datori di lavoro. Alla fine rileggi il Curriculum e controlla la presenza di errori di battitura, di grammatica o di sintassi. Aggiungi, ovviamente, i tuoi recapiti. Concludi il tutto con il tuo Nome e Cognome per esteso e con la tua firma.

Come Trovare Lavoro all’Estero

Molti giovani, soprattutto negli ultimi tempi, sono intenzionati a trasferirsi all’estero alla ricerca di un lavoro. I paesi maggiormente prescelti sono quelli della comunità europea. Questa opportunità permette sicuramente a chi ha appena terminato gli studi, di fare un’esperienza importante e che rende il curriculum di maggior valore.

Risulta essere necessario, però, che tu prima di partire (per qualsiasi ragione) debba sapere alcune cose che puoi leggere di seguito. Le opportunità per seguire degli stage all’estero, grazie anche a collaborazioni tra università o a programmi di integrazioni di lavoro internazionale, le puoi trovare con regolarità consultando i siti di ordini e albi professionali, delle Camere di Commercio, degli atenei, di enti o di siti di lavoro. Molte segnalazioni le puoi trovare anche sul sito del Parlamento Europeo.

Alla tua domanda sarà data una risposta nel giro di 4 8 6 mesi. Questi stage, in genere, non sono retribuiti ma prevedono un compenso orario come rimborso spese, quindi per affrontare spese dovrai comunque cercare un lavoro almeno part-time. Questo periodo sarà finalizzato ad approfondire le tue conoscenze lavorative sia dal punto di vista teorico che pratico.

Per quanto riguarda la ricerca di lavoro, ci sono contatti che ti permettono di fare piccoli lavori e sarai contraccambiato con vitto e alloggio. Questo è detto “lavoro alla pari” che tende ad aiutare l’inserimento di ragazzi tra i 17 e i 30 anni presso famiglie nel paese ospitante, basta che si conosca la lingua del paese e non si abbiano figli, e si rispondano alle richieste delle famiglie. Per informazioni puoi consultare vari siti.

Infine ti fornisco qualche suggerimento per trasferirti al meglio all’estero. Prima di tutto cerca di adattarti presto alle abitudini del paese ospitante; chiedi sempre delucidazioni e consigli quando hai qualche dubbio. Nella valigia porta un curriculum scritto nella lingua del Paese in cui ti trovi e una carta di identità valida per l’espatrio.

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