La ricevuta della borsa di studio per praticante è un documento che certifica l’erogazione e la ricezione dell’importo destinato a chi svolge un periodo di pratica. Riporta generalmente i dati del beneficiario e dell’ente erogante, la somma ricevuta, la data del pagamento e la causale.
Come scrivere ricevuta borsa di studio praticante
La ricevuta relativa a una borsa di studio o a un’indennità destinata a un praticante deve identificare con precisione sia il soggetto che eroga la somma sia quello che la riceve, indicare la causale del pagamento e permettere di ricostruire l’importo lordo, le eventuali ritenute e la somma effettivamente corrisposta. Il contenuto preciso può variare in base alla natura del rapporto e al trattamento fiscale previsto dal bando, dal contratto o dalla normativa applicabile.
Nella ricevuta devono comparire la data di emissione e, preferibilmente, un numero progressivo o un riferimento interno che consenta di collegarla alla relativa registrazione contabile. Devono essere indicati i dati completi del soggetto erogante, cioè denominazione o nome e cognome, sede o indirizzo, codice fiscale e, se presente, partita IVA. Devono inoltre essere riportati i dati del praticante beneficiario, compresi nome e cognome, codice fiscale, indirizzo di residenza o domicilio fiscale e, quando necessario, gli estremi identificativi del documento o del rapporto in base al quale viene corrisposta la borsa.
La causale dovrebbe essere formulata in modo specifico, evitando descrizioni generiche come “pagamento” o “borsa”. È opportuno indicare che si tratta, ad esempio, della corresponsione della borsa di studio o dell’indennità di tirocinio relativa a un determinato periodo, precisando il progetto formativo, il bando, la convenzione, il contratto o la delibera di riferimento. Se la somma riguarda un’attività di pratica professionale, può essere indicato anche il periodo di svolgimento e, se pertinente, il numero della rata, del mese o della fase progettuale a cui il pagamento si riferisce. La descrizione non deve però far apparire il pagamento come una fattura per prestazioni professionali se il rapporto è effettivamente una borsa di studio o un tirocinio.
La ricevuta dovrebbe indicare l’importo lordo riconosciuto, ossia la somma spettante prima delle trattenute. Devono poi essere evidenziate separatamente le eventuali ritenute fiscali, i contributi previdenziali o assistenziali e ogni altra trattenuta prevista. Infine deve essere riportato l’importo netto corrisposto al beneficiario. È importante che il totale sia matematicamente coerente: importo lordo meno trattenute deve corrispondere alla somma netta ricevuta.
Il trattamento fiscale non è uguale in tutti i casi. Alcune borse di studio sono imponibili come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, mentre altre possono godere di specifiche esenzioni previste dalla legge o dal particolare programma di studio o tirocinio. Anche l’indennità di tirocinio può essere soggetta a regole diverse rispetto a una vera borsa di studio. Per questo la ricevuta deve riportare la ritenuta effettivamente applicata, oppure la specifica motivazione dell’eventuale esenzione, citando la norma o il provvedimento di riferimento quando ciò sia necessario. Non è corretto indicare automaticamente l’IVA: normalmente una borsa di studio o un’indennità di tirocinio non costituisce, di per sé, una prestazione professionale soggetta a fattura, ma la qualificazione va verificata in base al rapporto concreto.
Se il soggetto erogante agisce come sostituto d’imposta, la ricevuta dovrebbe evidenziare la ritenuta operata e precisare che il relativo importo sarà versato all’amministrazione finanziaria. Il beneficiario riceverà normalmente anche la certificazione fiscale annuale prevista per quel tipo di reddito, che non sempre coincide con la semplice ricevuta mensile o periodica. La ricevuta serve infatti a documentare il singolo pagamento, mentre la certificazione annuale riepiloga i redditi e le ritenute effettuate nel corso dell’anno.
Devono essere indicate le modalità di pagamento, come bonifico bancario, assegno o altro mezzo tracciabile. Nel caso del bonifico è utile riportare la data di valuta o di esecuzione, l’importo trasferito e, se necessario, il riferimento della disposizione. Per ragioni di sicurezza non è normalmente necessario inserire nella ricevuta l’intero numero del conto corrente del beneficiario; è sufficiente indicare una descrizione del mezzo di pagamento o gli ultimi caratteri dell’IBAN, se richiesti dalla procedura interna.
Occorre inoltre verificare l’eventuale applicazione dell’imposta di bollo. In determinate ipotesi, quando la ricevuta non è soggetta a IVA e supera una determinata soglia, può essere dovuta l’imposta di bollo, che deve essere assolta secondo le modalità previste e indicata nel documento. L’obbligo non va però applicato automaticamente, perché dipende dalla natura dell’atto, dall’importo e dalle eventuali esenzioni.
La ricevuta dovrebbe contenere una dichiarazione finale con cui il beneficiario attesta di aver ricevuto l’importo indicato, oppure, se viene predisposta dall’ente erogante, una formula che confermi l’avvenuta liquidazione. È opportuno lasciare spazio alla firma del beneficiario e, se richiesto dalla procedura dell’ente, alla firma del responsabile o del rappresentante del soggetto erogante. Quando il documento è prodotto digitalmente, la firma può essere sostituita dalle modalità di validazione previste dall’ente o dal sistema contabile utilizzato.
Una formulazione essenziale potrebbe essere: “Si attesta il pagamento in favore di [nome e cognome, codice fiscale] della somma lorda di euro [importo], relativa alla borsa di studio o indennità di tirocinio per il periodo [periodo], prevista da [convenzione/bando/contratto]. Detratte le ritenute fiscali e previdenziali pari a euro [importo], viene corrisposto l’importo netto di euro [importo]. Il pagamento è effettuato mediante [modalità] in data [data]. Eventuale imposta di bollo assolta secondo legge”. La formula deve essere adattata al concreto regime fiscale e al tipo di rapporto, soprattutto per stabilire se si tratti di una borsa di studio, di un’indennità di tirocinio, di un compenso professionale o di un reddito assimilato a lavoro dipendente.
Esempio ricevuta borsa di studio praticante
RICEVUTA PER EROGAZIONE DI BORSA DI STUDIO
Il/La sottoscritto/a ____,
nato/a a __ il //____,
codice fiscale ,
residente in ,
via/piazza __ n. _,
dichiara di aver ricevuto da:
____
con sede legale in ____,
codice fiscale/P. IVA __,
la somma di € ____
(in lettere: _____),
a titolo di borsa di studio/indennità per attività di tirocinio pratico, relativa al periodo dal //____ al //____.
Il pagamento è avvenuto mediante:
☐ bonifico bancario
☐ assegno
☐ contanti
☐ altro: _____
Data e luogo: ____
Firma del/della beneficiario/a