Come Funziona il Conto Corrente di Corrispondenza Bancario

Tutti sappiamo cos’è un conto corrente di corrispondenza bancario. Il conto corrente corrispondenza rappresenta la categoria più diffusa e conosciuta di impiego bancario e conta il 52% di tutti i depositi bancari, che comprendono, oltre ai conti correnti, anche i libretti di risparmio, i certificati di deposito, le obbligazioni bancarie e i pronti contro termine.

Il conto corrente corrispondenza altro non è che un deposito di denaro presso una banca, la quale ha la facoltà di utilizzare il denaro depositato, ma garantisce al correntista la possibilità di effettuare prelievi parziali o totali in qualunque momento. L’utilizzo dei risparmi presenti sul conto corrente può avvenire attraverso strumenti di pagamento, oltre ai contanti, come assegni, carte di credito e bancomat, che sono ormai alla portata di tutti e utilizzati ogni giorno.

Il conto corrente corrispondenza viene utilizzato sia dai privati che dalle aziende. I privati lo usano soprattutto per l’accredito dello stipendio, l’addebito delle utenze e come forma di risparmio. Le aziende lo utilizzano per convogliare i flussi di incassi e pagamenti nazionali ed internazionali.

La differenza tra conto corrente corrispondenza e deposito a risparmio (libretto) sta proprio nell’utilizzo dei risparmi. Il deposito è come un salvadanaio dove il denaro viene prelevato di solito solo a fronte di determinate esigenze. Attraverso il conto corrente invece, oltre che prelevamenti e versamenti, che possono essere fatti in completa libertà, il correntista può usufruire anche di servizi come bonifici, giroconti, relativamente a cui è possibile vedere questa guida su Nelportafoglio.com, pagamento utenze, accredito stipendio e altro.

Risulta essere proprio in base alle esigenze del correntista che la banca offre diversi tipi di conto corrente corrispondenza, in modo da scegliere il più adatto. Le esigenze possono essere di tipo familiare, personale, professionale, sul tipo di servizi offerti (pagamenti, finanziamenti, altri servizi bancari o extrabancari), e soprattutto sui relativi costi (spese di gestione fisse o variabili, costi delle singole operazioni, costi di servizi accessori).

In base alla gestione ed ai servizi offerti, il conto corrente corrispondenza presenta caratteristiche e costi differenti, sui quali è bene controllare con attenzione, poichè di solito nei contratti sono incluse delle clausole che contribuiscono ad aumentare notevolmente i costi.

Periodicamente la banca è tenuta ad inviare al correntista un estratto conto dove sono riepilogate tutte le operazioni effettuate, i costi, le spese, il saldo, tutto in modo molto dettagliato. Il correntista ha 60 giorni di tempo per controllare e segnalare alla banca gli eventuali errori.

interesse. Il tasso praticato dalle banche sui depositi in conto corrente varia in relazione all’entità del denaro depositato e all’eventuale appartenenza del correntista ad una certa categoria (ad esempio farmacisti, commercianti, dipendenti di una certa azienda, pensionati, ecc.). Oggi comunque i tassi di interesse netti sono molto bassi (in media sotto il punto percentuale). Gli interessi vengono calcolati sul saldo liquido e sono pagati di solito a fine anno, ma anche trimestralmente, e sono soggetti ad una ritenuta ù.

Per quanto riguarda la variazione degli interessi (e delle condizioni in generale) praticati dalle banche sui conti correnti, il decreto legge approvato il 30 giugno 2006 dal Governo ne modifica le modalità di applicazione. Infatti precedentemente al decreto le banche potevano variare in modo unilaterale le condizioni contrattuali dei conti correnti, con il solo obbligo di pubblicare le variazioni sulla Gazzetta Ufficiale.

Da luglio 2006, invece, le banche, in caso di modifica unilaterale delle condizioni, devono comunicare la stessa al cliente per iscritto con un preavviso minimo di 30 giorni. Il cliente, entro 60 giorni del ricevimento della comunicazione, ha il diritto di recedere dal rapporto di conto corrente corrispondenza senza penalità e spese di chiusura e di ottenere in sede di liquidazione l’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

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